Aquapol ha raggiunto quota 46.000 installazioni in Europa

Un dispositivo per dire
basta all’umidità di risalita

Con tecnologia austriaca, il Sistema Aquapol è garantito almeno 20 anni

L’Istituto Superiore Centrale per il Restauro (ISCR)

sta verificando con dei test, nelle chiese di Santa

Maria in Trastevere e Santa Margherita in Roma,
le potenzialità innovative per il restauro delle mura antiche, soggette a umidità di risalita per mezzo del sistema Aquapol (www.aquapolitalia.it). I test vengono eseguiti con “Ndt - Non destructive  techniques” coordinate e combinate con altre tecniche di analisi e misurazione non distruttive eseguite dall'ISCR.

 


Il sistema gravo-magnetico Aquapol ha iniziato la sua storia
in Austria nel 1985 e attualmente è presente in Italia
dal 1998. Ad oggi conta in Europa più di 46.000 installazioni
di cui oltre 3.000 in Italia. Brevettato, Aquapol è
assolutamente non invasivo e reversibile, ed elimina in
modo permanente ed ecologico l’umidità da risalita capillare
nei muri umidi. Per mezzo di antenne interne il dispositivo
riceve frequenze specifiche di alcuni campi naturali
gravo-magnetici della terra. Questi campi vengono poi
invertiti per mezzo di un polarizzatore e riemessi nell’ambiente
tramite antenne emittenti. Le forze di adesione
delle molecole dell’acqua ai materiali porosi vengono invertite,
cosicché l’umidità tende a ritornare verso il terreno
con la maggior parte dei sali disciolti. La presenza del
dispositivo poi impedirà la risalita dell’umidità dopo che
questi sono stati prosciugati. I campi emessi dall’apparecchio
Aquapol riescono a penetrare attraverso i muri, per
cui spesso un dispositivo unico sarà sufficiente.
L’Iscr ha iniziato nel 2009 a monitorare le potenzialità
operative di questa tecnologia gravo-magnetica per il restauro
naturale delle vecchie murature con la presenza in
superficie di affreschi, mosaici e stucchi soggetti all’umidità
di risalita. Specificamente, vengono eseguiti esami
e controlli sugli effetti di questa tecnologia di prosciugamento
nelle chiese di Santa Maria in Trastevere e Santa
Margherita a Roma. Questi esami sono connessi al progetto
generale di conservazione e restauro delle chiese
e degli edifici sotto la tutela della Sovrintendenza. Sono
stati utilizzati esami ponderali sulla percentuale di umidità,
resistenza elettrica del muro per mezzo dell’inserimento
di elettrodi e termografia. Mentre i primi due sono
metodi più tradizionali, la termografia è attualmente ben
accettata e l’uso combinato di questi tre tipi di esami permette
di identificare la natura e la distribuzione del fronte
di umidità nella muratura. In questo modo, infatti, viene
verificata la diminuzione del fronte di umidità all’interno
delle mura dei due edifici in esame.